il-fatto


Esempio di testo

 

 

 

 

 

            L A  S T O R I A

  DAL COMA SI TORNA E' SOLO QUESTIONE di.... 

 

Salve sono la mamma di Peppe ed ho deciso di rendere pubblica la storia di mio figlio.

Voglio raccontare il percorso di sofferenza di PEPPE,sperando che possa essere utile, o perlomeno, possa dare speranza a chi sta attraversando le sue stesse vicessitudini.

Al tempo dell'incidente PEPPE era un giovane uomo di 35 anni viveva e lavorava in toscana in una meravigliosa villa .

Una brutta sera,euforico, per qualche bicchiere  di vino in più, è salito sulla ringhiera di una scala interna ,dove,sul tetto era appeso un grosso lampadario, vi si è aggrappato per dondolarsi ma il lampadario non ha retto e Peppe è andato giù per la tromba della scala per circa m.9,30.Non so chi ci ha messo una mano, ,fatto sta ,che non mori ,fu soccorso subito e portato nell'ospedale di Fucecchio.

(Un ottimo reparto di rianimazione,con infermieri gentili, umani e professionali.

I medici sempre presenti venivano l'oro a cercare noi per informarci sulle condizioni di PEPPE)

Fu a quel punto che io e la mia famiglia fummo avvisati dell'accaduto. Mi rimbombano ancora nelle orecchie ,le parole della dottoressa che mi avvisava e non riusciva a dirmi che mio figlio si trovava in coma profondo e quando vi riusci, alla mia domanda “ARRIVERO' A VEDERLO DOMANI?” (io abito in sicilia e non c'era possibilità di arrivare prima delle 8 del mattino) lei mi rispose:SI PREPARI E ARRIVI ! Come dire,” NON CI SARA' PIU'.”

Quando giunsi Peppe era in coma quattro(lo stadio più profondo del coma) il bacino rotto in 9 pezzi e il setto nasale rotto, non c'era UN SOLO medico di quel reparto che mi diceva niente di buono.Per loro mio figlio non doveva svegliarsi o nell'ipotesi migliore, doveva rimanere in coma vegetativo.

I giorni erano lunghi, interminabili direi, ed a sorreggermi erano la fede,la presenza di mia figlia ,che è stata ed è ancora una figura importantissima nel recupero del fratello senza mancare mai ed inventandosi sempre qualcosa di nuovo perchè suo fratello possa reagire.Poi c'era  mio marito e i numerosissimi amici, che venivano a trovarci per parlare a peppe con la speranza di riportarlo alla vita.

Il 22 dicembre, cioè dopo 28 giorni PEPPE( stanco di ascoltarci, cosi mi piace immaginarlo) apriva gli occhi e mostrava subito segnali di riconoscimento.

Ma ancora i medici non dicevano nulla di buono, scetticismo e solo scetticismo.

PEPPE si era svegliato ma non era più quello di prima ,era paralizzato da un lato e ,non parlava.

Da FUCECCHIO andammo a VOLTERRA,dove, a dire di un bravo neurologo, doveva essere un centro dopo risveglio all'avanguardia.

Per me,invece, si rivelò un vero disastro, un reparto senza primario già da sei mesi,  in mano a medici giovani senza esperienza,errori su  errori, diagnosi sbagliate con prese di posizione stupide,come(se non le stanno bene le  nostre cure,può portarselo via).

In un reparto  dopo risveglio dove, a mio dire, la famiglia deve stare accanto al malato più tempo possibile, c'erano solo due ore al giorno di entrata,porte chiuse e comunicazione quasi zero,

per parlare con i medici si doveva girare tutto l'ospedale e fare lunghe code.Per non parlare poi del trattamento assistenziale  pessimo,gli infermieri molto poco gentili (tranne qualcuno) e una caposala a dir poco scorbutica.

Siamo rimasti li nove interminabili mesi e poi stanca e disperata ho firmato le dimissioni e ho portato, mio figlio,a casa,in sicilia. 

Tornavo a casa senza sapere nulla di

quanto mio figlio potesse recuperare perchè nessun medico lo sapeva anzi alle mie domande rispondevano che ormai dopo nove mesi non c'erano molte speranze per non dire NIENTE.

Giunti a siracusa,consigliata da una persona amica,sottoposi mio figlio a un fisiatra che aveva una buona fama.

dopo la visita la sua diagnosi fu devastante mi disse: VEDE SIGNORA ,PULTROPPO DEVO DIRLE

CHE I CASI COME SUO FIGLIO GENERALMENTE VENGONO OSPEDALIZZATI PERCHE'...........

Tornai a casa distrutta.

Ma il mio cuore mi diceva "non CREDERE" ed io l'ascoltai e continuai a cercare,fu la volta di TROINA un centro in provincia di ENNA.

dopo varie peripezie arrivai a fare  ricoverare PEPPE.Ed ecco ricominciare a fare le valutazioni esami vari e riabilitazione.

Poi la fine dei due mesi di ricovero lo dimettevano con la promessa di riprenderlo dopo due mesi.(SAPETE STO ANCORA ASPETTANDO CHE MI RICHIAMINO,SONO PASSATI TRE ANNI).

Un giorno chiamai il medico che l'aveva in cura  per chiedere se  mi potesse dare un'indirizzo dove potevo operare i piedi equini di PEPPE  e LUI dopo aver tentennato un po, mi rispose....

"BE SIGNORA MURA ...VEDE I PIEDI EQUINI CONVIENE OPERARLI SOLO A CHI HA LA POSSIBILITA' DI DEAMBULARE,MA PER SUO FIGLIO NON E' IL CASO",

alla mia domanda: ma lei e' veramente sicuro che mio figlio non camminerà mai neanche con un deambulatore?_ _LUI con gran tranquillità rispose __SI SONO SICURO.

 

MA al contrario di quello che i medici dicevano Peppe invece continuava a migliorare. É vero aveva mille problemi ma recuperava.

Ho ricominciato ad insegnarli tutto come se fosse rinato ,aveva i piedi equini il polso curvato la tetraparesi spastica e non parlava,ma capiva tutto e ricordava quasi tutto perfino il suo incidente ed io non mi sono mai fermata davanti alle statistiche e agli sceticismi dei medici, ed ho contattato tanti medici e anche diversi centri e.. prima era presto e... poi era troppo tardi,

i posti dove lo prendevano erano a pagamento e purtroppo chi non ha denaro non ha nessun diritto di essere curato è “FIGLIO DI UN DIO MINORE”e poi quando trovi un posto dove lo prendono con l'asl, devi fare i conti con la lista d'attesa e quando viene ricoverato lo prendono solo per quaranta giorni e tutti gli altri mesi dell'anno che fai? 

Ma io ho lottato, urlato, girato, operato e in Peppe ci sono stati molti miglioramenti (come potete vedere nei filmati), si e'vero non è ancora finita
ma continuerò.

 Voglio dire una cosa a tutti i genitori che vivono questo dramma...Non vi fermate mai di cercare un centro ,un medico che crede alle vostre speranze. Io l'ho trovato nella persona del dott. MOLTENI primario della clinica villa Beretta ed ancora oggi a distanza di quattro anni mi da speranza di ulteriori miglioramenti nel limite delle potenzialità del caso. Ma soprattutto,voglio dirvi, di ascoltate il vostro cuore, lui sa la verità e sa dove portarvi perchè solo l'AMORE vi potrà dare la forza e NON CREDETE a quei medici, che basandosi sulle statistiche,vi dicono che non c'e' niente da recuperare perchè è passato troppo tempo.

Volevo finire dicendo che in tutta questa storia 

LA COSA CHE MI FA PIU'MALE E' IL FATTO CHE SONO STATA LASCIATA SOLA DALLE ISTITUZIONI SENZA UN COSIGLIO E NEANCHE LA VOLONTA' DI FARE QUALCOSA IN PIU' ED ANCORA PIU'BRUTTO E' L'ABBANDONO DI PARENTI E AMICI DI PEPPE, PRIMA PRESENTI A FLOTTE,OGGI DISSOLTI COME NEVE AL SOLE.

AI MEDICI VOGLIO   DIRE   NON   TOGLIETE   MAI  LE   SPERANZE   NON AVETE NESSUN DIRITTO DI FARLO

 

 

 

 

 

Chiunque voglia farlo,può contattarmi,per darmi dei consigli o avere dei consigli.Io non sono un'associazione ma solo una mamma che sta avendo questa brutta esperienza

Ho fatto questo sito per un autoaiuto, in tanti ci si sostiene meglio

             TORNO A SCRIVERE DOPO

            ANNI CHE NON LO FACCIO

 

Sono passati tre anni ed io e Peppe siamo ancora qui a lottare contro i NO
dei medici e le difficoltà delle istituzioni.

Avevo terminato il mio racconto con la speranza che mi dava il dott. Molteni di Villa Beretta,ma da quasi due anni mi ha mollato anche lui.

Nell'ultimo ricovero avevo fatto una lunga anticamera per poter illustrare una mia teoria,e mia convinzione di non lasciare passare più di sei mesi per il prossimo ricovero ,convinta che lavorando in accordo con un piano terapeutico mirato,da loro consigliato,col mio terapista a casa,avremmo potuto constatare  più progressi....Dopo avermi ascoltato mi dice :

"Cara signora ma non può sempre portarlo qui e poi deve prendere coscienza di quello che è riuscita ad ottenere"

Poi sotto mia insistenza mi dice."Vogliamo provarci?...Sono d'accordo,allora tra sei mesi programmato già da ora la richiamo"...

Mi stringe la mano come a firmare un contratto.
Vado via contenta ,ma quando arriva il momento di onorare il contratto nessuna chiamata,provo a telefonare tante volte ma niente,intanto il tempo passa e il lavoro fatto a casa diventa quasi inutile senza un confronto di un  equipe esperta.

Ma io sono testarda non mi fermo d'avanti a un dire "Signora lei deve prendere coscienza ormai è passato tanto tempo"

Non mi fermo continuo la terapia col fisioterapista a casa, Peppe continua a migliorare,nel frattempo le mie ricerche ripartono.

Ecco... Vengo a sapere di una terapia alternativa all'ossigeno,non ancora approvata dalla medicina ufficiale.
M'informo,si chiama "ossigenopoliatomiche"viene iniettato ossigeno liquido, trasformato da un macchinario,in vena e dovrebbe fare l'effetto di una camera iperbarica interna.  Ecco la mia nuova speranza si chiama dott.BARCO e vive a Pisa.

Dopo una visita mi assicurò che non c'erano effetti collaterali,decido di provare.
Ma mi si presenta il problema economico,non sapendo cosa fare chiedo aiuto agli amici di Peppe che riescono a racimolarmi la somma per fare una prima serie di cura.

Riesco a farne due mesi...I risultati ci sono e sono visibili ad occhio nudo..Poi torno a casa e dopo sette mesi sempre con l'aiuto degli amici riesco a tornare a Pisa per ancora tre mesi...Questa volta oltre all'ossigeno poliatomico riesco anche ad abbinare fisioterapia nel centro riabilitativo di Volterra (Si sono ritornata a Volterra ,ma non è cambiato niente ).

Questa volta i risultati sono stati  più evidenti della prima volta, sia a livello motorio, linguistico ma  soprattutto neurologico.Sono passati tre mesi e quello che Peppe ha guadagnato non l'ha perso anzi lo sta incrementando,si può vedere dai video che ho aggiunto da poco.
Quando a dicembre 2011 sono tornata a casa il dott Barco mi ha detto che bisognava continuare o perlomeno ritornare,ma io sono veramente scoraggiata,oggi non ho più un'euro e  affrontare tre o quattro mesi in Toscana mi è veramente impossibile,Ho provato a chiedere aiuto alle tv ai giornali ma la storia di Peppe non fa odiens e nessuno mi da risposte,non so più cosa fare, però i miglioramenti di Peppe non mi permettono di fermarmi:

Questa volta, a meno che non succeda un miracolo ,DOVRO' FERMARMI
Se qualcuno che legge questo mio scritto ha qualche idea per poter trovare degli euro e mi vuole aiutare si metta in contatto...Quello che serve per la cura, con tutte le spese di soggiorno,per circa sei mesi non sono tanti ma per me è una cifra irraggiungibile,ci vorranno circa (10 mila euro)
 

FINO A QUANDO MIO FIGLIO AVRA' DEI MIGLIORAMENTI ANCHE PICCOLI NON  MI ARRENDERO'  NON LASCERO' LA SPERANZA DI DARGLI UN'ALTERNATIVA DI VITA PIU' DIGNITOSA...come non lo so...

 

E comunque le istituzioni sono sempre più assenti, specialmente in SICILIA
 

 

 

 

          DOTT. BARCO

    LA SPERANZA DI PEPPE                                   

                                                                              ECCOMI QUA....

Torno a scrivere dopo quasi due anni e mezzo ( perchè ci sono voluti quasi due anni per racimolare la somma per poter restare in Toscana sei mesi)...Sono tornata dopo sei mesi di terapia all'ossigeno poliatomico, il dott. Barco è andato avanti nelle ricerche ed ho trovato una terapia molto più forte delle altre volte.I risultati ottenuti sono stati stupefacenti inaspettati.

La calma e la convinzione che ha questo medico SPECIALE, ha dato forza e determinazione a Peppe ed anche a me per poter affrontare sei mesi di sacrifici.

L'OSSIGENO POLIATOMICO E LA TERAPIA FISICA fatta da due carissimi amici hanno dato questi risultati

Dato che ho consumato tutto il dominio e Beepworld non mi fa inserire nessun video  allego questo link basta fare copia incolla sulla barra di ricerca e visuelizzerete il video che ho relizzato

Oppure visitate la mia pagina facebook ... Nuccia Peppe Mura

https://www.facebook.com/photo.php?v=10203200220280319&l=6349262942287736155

Ma il nostro calvario non è finito, visti i risultati dovremo ancora tornare in Toscana

ed eccomi ancora a togliermi la maschera della vergogna e tornare a chiedere aiuto nella speranza di trovare persone sensibili...Aggiungo le coodrinate bancarie nel caso che chi mi legge abbia voglia di aiutarmi

banca intesa s. paolo

Conto  intestato a   - Mura Giuseppe

Numero Conto:   100000000447

IBAN:  IT65Z0306917101100000000447

BIC:   BCITITMM

Non smetterò di lottare fino a quando Peppe ha un minimo di miglioramento, nella speranza di arrivare ad una autosufficenza

MAMME NON PERDETE MAI LE SPERANZE E NON CREDETE AI MEDICI CHE VI DICONO CHE NON C'E' PIU'NIENTE DA FARE

DA QUANDO E' SUCCESSO L'INCIDENTE A MIO FIGLIO SONO PASSATI 10 ANNI E LUI CONTINUA A MIGLIORARE

 

 

A sinistra in piedi da solo a mare...a destra seduto da solo a terra

Questo a gennaio 2014 non riusciva a farlo

 

A sinistra doveva essere sorretto...A destra dopo sei mesi va da solo

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